Il gusto della visione | Artiste in Expo 2015


Il gusto della visione | Artiste in Expo 2015

Opere di

Gabriella Benedini (Cremona, 1932), vive a Milano
Mirella Bentivoglio (Klagenfurt, 1924), vive a Roma
Pinuccia Bernardoni (Bientina-Pisa, 1953), vive a Bologna
Renata Boero (Genova, 1936), vive a Milano
Sara Campesan (Venezia, 1924), vive a Venezia-Mestre
Giosetta Fioroni (Roma, 1932), vive a Roma
Maria Lai (Ulassai-Nuoro, 1919-2013)
Paola Levi Montalcini (Torino, 1910-Roma, 2000)
Elisa Montessori (Genova, 1931), vive a Roma
Cloti Ricciardi (Roma, 1940), vive a Roma
Marilena Sassi (Parma, 1957), vive a Parma
Marina Sasso (Venaria Reale-Torino, 1945), vive a Torino
Maria Savoldi (Iseo, 1988), vive a Bologna

Contributi di

Gillo Dorfles | È forse la personalità italiana più internazionale dell’estetica e della critica d’arte del secondo dopoguerra. Formatosi in area culturale tedesca e italiana, completati gli studi in Medicina a Roma e in Filosofia a Milano tra il 1928 e il 1935, Dorfles incomincia a collaborare con riviste come “le arti plastiche” e “L’Italia letteraria” dal 1930.
Nel 1948 fonda il Movimento di Arte Concreta con Monnet, Soldati e Munari (MAC). Ha insegnato estetica nelle Università di Trieste, Milano, Cagliari. La sua produzione spazia in una gamma amplissima di titoli, tra libri, saggi, articoli, cataloghi. Dagli anni Settanta collabora con il “Corriere della Sera”.
Antonia Arslan | Padovana di origine armena, ha insegnato Letteratura Italiana moderna e contemporanea all’università. È autrice di saggi sulla narrativa popolare e sulle scrittrici italiane dell’Ottocento. Autrice di best seller come La masseria delle allodole e Il rumore delle perle di legno (Rizzoli); ha anche tradotto Daniel Varujan facendo conoscere in Italia il grande poeta armeno autore del Canto del pane.
Marino Niola | Professore di Antropologia all’Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa è autore di molti volumi tra cui Homo Dieteticus. Viaggio nelle tribù alimentari (il Mulino). Collabora con La Repubblica e L’Espresso.
Patrizia Castagnoli | Nata a Cesena, ha vissuto in Svizzera, Germania e altre città italiane. Attualmente risiede a Padova. Ha svolto diverse attività in ambito culturale, linguistico e professionale, coltivando un grande interesse per la pittura, le arti e il mondo greco. Ha pubblicato con la casa editrice Il Ponte Vecchio il libro Il bar della Meglia e sempre con la stessa La schiena di Venere, racconti su pittrici e pittori noti e meni noti del passato. Ha curato la mostra dedicata ad alcune artiste veneziane di inizio ‘900, Gabriella e le altre, catalogo Eidos. Collabora alla rivista Leggere Donna per la parte dedicata alle arti.

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Il libro-catalogo “Il Gusto della Visione” si avvale del contributo di Antonia Arslan, Marino Niola e Patrizia Castagnoli, che da tre prospettive diverse accompagnano le artiste, evocandone le creazioni. Lo scritto di Antonia Arslan è dedicato al poeta Daniel Varujan e all’Armenia, alla grande nostalgia per un mondo di cui il poeta traccia un “affresco diventato il simbolo della vitalità e della rinascita del popolo armeno, in lotta contro i cupi fantasmi della tragedia del genocidio”. La scrittrice scopre alcune corrispondenze emotive e spirituali della poesia di Varujan germinate dalla sua terra con la preziosa e feconda creatività di alcune artiste in mostra: Pinuccia Bernardoni, Maria Lai, Paola Levi Montalcini. Marino Niola, allacciandosi al tema dell’EXPO, ci parla della trasformazione della natura in cibo e cultura, di come il cibo sia indissolubilmente legato, oltreché alla sopravvivenza dell’uomo, ai simboli, alle relazioni sociali e alle tradizioni religiose di una società. Sottolinea come Mirella Bentivoglio, Marina Sasso, Marilena Sassi e Maria Savoldi le cui opere sono esposte sulle tavole guardino, tramite la loro arte, al mondo naturale e agli alimenti in forma allegorica, diventando le porta voci di problematiche e interrogativi legati alla contemporaneità. Patrizia Castagnoli riprende il legame archetipico dei simboli della Dea Madre preellenica e del mito, sottolineando come gli stessi continuino a fermentare nella memoria collettiva e in particolare in quella delle artiste contemporanee, riscoprendo il rapporto indissolubile e mimetico della donna con la natura e con la forza generativa dell’arte: vedasi le opere di Sara Campesan, Elisa Montessori, Gabriella Benedini, Cloti Ricciardi, Renata Boero, Giosetta Fioroni.

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